DVR
Il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) è il documento, obbligatorio per legge, in cui il datore di lavoro individua e valuta tutti i rischi presenti in azienda e definisce le misure per eliminarli o ridurli. È previsto dagli artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008 ed è il pilastro su cui si fonda la sicurezza di ogni luogo di lavoro.
Riferimenti normativi: art. 17, art. 28 e art. 29 D.Lgs. 81/2008.
Cosa significa DVR
Il Documento di Valutazione dei Rischi è la “fotografia” ragionata di tutto ciò che, in un’azienda, può mettere a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori: dai rischi per la sicurezza (macchine, cadute, rischio elettrico) a quelli per la salute (agenti chimici, movimentazione manuale dei carichi), fino ai rischi trasversali come lo stress lavoro-correlato. Per ciascun rischio il documento indica le misure di prevenzione e protezione adottate e quelle programmate nel tempo.
Chi deve avere il DVR
L’obbligo riguarda tutte le aziende con almeno un lavoratore, senza eccezioni di dimensione. La vecchia possibilità di autocertificare la valutazione dei rischi, riservata alle imprese fino a 10 lavoratori, è stata abolita dal 1° giugno 2013: oggi anche le microimprese devono avere un DVR redatto in forma completa.
Chi redige il DVR
La valutazione dei rischi e la redazione del documento sono un obbligo non delegabile del datore di lavoro (art. 17). Il datore di lavoro vi provvede in collaborazione con il RSPP e con il medico competente (quando è obbligatoria la sorveglianza sanitaria), previa consultazione del RLS, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
Cosa contiene
- la relazione sulla valutazione di tutti i rischi, con i criteri adottati;
- le misure di prevenzione e protezione e i DPI adottati;
- il programma delle misure per migliorare nel tempo i livelli di sicurezza;
- l’individuazione delle procedure per attuare le misure e dei ruoli che vi provvedono;
- i nominativi di RSPP, RLS e medico competente;
- l’indicazione delle mansioni che espongono i lavoratori a rischi specifici.
La data certa
Il DVR deve avere data certa, oppure data attestata dalla sottoscrizione congiunta del datore di lavoro, del RSPP, del medico competente e del RLS. È un requisito sostanziale: serve a dimostrare che il documento esisteva già prima di un eventuale controllo o infortunio.
Quando va aggiornato
Il DVR non è un documento statico. Va rielaborato in occasione di modifiche significative del processo produttivo o dell’organizzazione, dell’evoluzione della tecnica, di infortuni significativi o quando la sorveglianza sanitaria ne evidenzi la necessità. In questi casi la rielaborazione va effettuata entro 30 giorni. Per le nuove imprese, il DVR va redatto entro 90 giorni dall’inizio dell’attività.
DVR o DUVRI?
Sono documenti diversi e complementari. Il DVR valuta i rischi propri dell’attività aziendale; il DUVRI valuta i soli rischi da interferenza che nascono quando in azienda operano imprese esterne o lavoratori autonomi in appalto. Ogni azienda con lavoratori deve avere il DVR; il DUVRI serve solo in presenza di appalti interni.
Sanzioni
La mancata redazione del DVR espone il datore di lavoro a sanzioni penali (arresto o ammenda) previste dal D.Lgs. 81/2008. Sanzioni sono previste anche per un DVR redatto in modo incompleto, privo degli elementi essenziali.
Errori comuni da evitare
- Considerarlo un adempimento “una tantum”: va aggiornato a ogni cambiamento rilevante.
- Usare un modello generico non calato sulla propria realtà: la valutazione deve essere specifica per l’azienda.
- Dimenticare rischi trasversali come lo stress lavoro-correlato, anch’esso obbligatorio.
- Trascurare la data certa, che ne prova l’esistenza nel tempo.
Formazione dei ruoli coinvolti
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Termini correlati
DUVRI · Valutazione dei rischi · RSPP · Medico competente · RLS · Stress lavoro-correlato.
Domande frequenti
Il DVR è obbligatorio per tutte le aziende?
Sì, per tutte le aziende con almeno un lavoratore. Dal 2013 non è più possibile l’autocertificazione.
Chi redige il DVR?
Il datore di lavoro, con obbligo non delegabile, insieme a RSPP e medico competente e previa consultazione del RLS.
Ogni quanto va aggiornato il DVR?
Non ha una scadenza fissa, ma va aggiornato a ogni modifica significativa, infortunio rilevante o su indicazione della sorveglianza sanitaria, entro 30 giorni.
Che differenza c’è tra DVR e DUVRI?
Il DVR riguarda i rischi propri dell’azienda; il DUVRI i rischi da interferenza con imprese esterne in appalto.
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