Amianto
L’amianto (o asbesto) è un minerale fibroso un tempo diffusissimo in edilizia e industria, oggi vietato in Italia perché cancerogeno. La gestione del rischio amianto è disciplinata dal Titolo IX, Capo III (artt. 246-261) del D.Lgs. 81/2008.
Riferimenti: L. 257/1992 (divieto); artt. 246-261 D.Lgs. 81/2008.
Perché è pericoloso
Quando i materiali che lo contengono si deteriorano, l’amianto rilascia fibre sottilissime che, se inalate, possono causare gravi malattie anche a distanza di decenni: asbestosi, mesotelioma pleurico e tumore del polmone.
Dove si trova ancora
Nonostante il divieto dal 1992, l’amianto è ancora presente in molti edifici costruiti prima: coperture in cemento-amianto (“eternit”), tubazioni, coibentazioni, pavimenti in vinil-amianto.
Obblighi in caso di presenza
Chi rileva la presenza di amianto deve valutarne lo stato di conservazione, predisporre un piano di lavoro, affidare le bonifiche a imprese qualificate, garantire DPI adeguati e sorveglianza sanitaria per gli addetti, con notifica agli enti competenti.
Formazione
Gli addetti e i coordinatori delle attività di bonifica devono seguire una formazione specifica. Contattaci per informazioni sui percorsi disponibili.
Termini correlati
Sorveglianza sanitaria · DPI · Agenti cancerogeni · DVR.
Domande frequenti
L’amianto è ancora legale?
No: in Italia estrazione, importazione e commercializzazione sono vietate dal 1992. Resta il problema dei materiali già in opera.
Chi può rimuovere l’amianto?
Solo imprese iscritte all’apposito albo, con personale formato e sotto sorveglianza sanitaria.
Quali malattie provoca?
Asbestosi, mesotelioma e tumore polmonare, spesso a distanza di molti anni dall’esposizione.
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