Campi elettromagnetici

I campi elettromagnetici (CEM) sono un agente fisico di rischio nei luoghi di lavoro: l’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati da impianti e apparecchiature deve essere valutata e mantenuta entro i valori limite di legge (Titolo VIII, Capo IV, D.Lgs. 81/2008).

Riferimenti normativi: artt. 206-212 D.Lgs. 81/2008 (recepimento direttiva 2013/35/UE).

Dove si trovano

Le sorgenti tipiche in azienda: saldatura (specie a resistenza e a induzione), riscaldatori a induzione, elettrolisi, magnetizzatori, trasmettitori a radiofrequenza, cabine elettriche, risonanza magnetica in ambito sanitario. Non tutte le sorgenti sono critiche: la valutazione serve proprio a distinguere.

Obblighi e soggetti sensibili

Il datore di lavoro valuta l’esposizione, la confronta con i valori di azione e i valori limite, adotta misure tecniche e organizzative e attiva la sorveglianza sanitaria dove necessario. Attenzione particolare ai lavoratori con dispositivi medici impiantati (pacemaker, defibrillatori) e alle lavoratrici in gravidanza: per loro anche esposizioni sotto i limiti generali possono essere rilevanti.

Termini correlati

Agenti fisici · Rischio elettrico · Sorveglianza sanitaria · Valutazione dei rischi.

Domande frequenti

La valutazione dei CEM è obbligatoria?

Sì: rientra nella valutazione degli agenti fisici che ogni datore di lavoro deve effettuare.

Chi è più a rischio?

I portatori di dispositivi medici attivi impiantati e le lavoratrici in gravidanza: vanno individuati e tutelati specificamente.

Quali sono le sorgenti più comuni?

Saldatura, riscaldo a induzione, elettrolisi, radiofrequenze e grandi impianti elettrici.


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