Radiazioni ottiche artificiali (ROA)
Le radiazioni ottiche artificiali (ROA) sono le radiazioni ultraviolette, visibili e infrarosse emesse da sorgenti non naturali — saldatura, laser, lampade UV, corpi incandescenti — la cui esposizione professionale è regolata dal Titolo VIII, Capo V, del D.Lgs. 81/2008.
Riferimenti normativi: artt. 213-218 D.Lgs. 81/2008.
Le sorgenti tipiche
La saldatura ad arco è la sorgente più diffusa e critica (UV intensi); poi laser industriali e medicali, lampade germicide UV, forni e metalli incandescenti, essiccatori e fotopolimerizzatori. Gli organi bersaglio sono occhi e cute: fotocheratite (“colpo d’arco” del saldatore), congiuntiviti, danni retinici da laser, cataratta da IR, eritemi e invecchiamento cutaneo.
Obblighi e protezioni
Il datore valuta l’esposizione rispetto ai valori limite, privilegia misure tecniche (schermature, cabine, delimitazioni per i laser) e organizzative, fornisce DPI adeguati — filtri e maschere con il giusto grado di protezione, indumenti — e attiva la sorveglianza sanitaria per gli esposti oltre i limiti d’azione.
Termini correlati
Agenti fisici · DPI · Sorveglianza sanitaria · Campi elettromagnetici.
Domande frequenti
Qual è l’esempio più comune di ROA?
La saldatura ad arco: senza filtri adeguati provoca il “colpo d’arco” agli occhi anche in pochi secondi.
La luce solare rientra nelle ROA?
No, il Capo V riguarda le sorgenti artificiali; l’esposizione solare dei lavoratori outdoor va comunque valutata come rischio.
Chi sceglie il filtro giusto per saldare?
Il datore, in base a processo e correnti: il grado di protezione del filtro deve essere adeguato alla lavorazione.
Safety Training Center S.r.l. — ente di formazione accreditato su tutto il territorio nazionale.