Rischio residuo

Il rischio residuo è il rischio che permane dopo l’adozione di tutte le misure di prevenzione e protezione ragionevolmente attuabili. Il rischio zero non esiste: ciò che resta va conosciuto, documentato e gestito.

Riferimenti normativi: artt. 15 e 28 D.Lgs. 81/2008 (misure generali di tutela e valutazione dei rischi).

Come nasce il rischio residuo

La valutazione dei rischi segue una gerarchia: eliminare il rischio alla fonte, sostituirlo con uno minore, applicare misure di prevenzione e protezione collettive, organizzare il lavoro in sicurezza. Quello che nessuna di queste misure riesce ad azzerare è il rischio residuo.

Come si gestisce

Il rischio residuo si presidia con DPI adeguati, segnaletica, procedure operative, formazione e informazione dei lavoratori e, dove necessario, sorveglianza sanitaria. Deve risultare dal DVR, che documenta il percorso di riduzione e le misure di gestione adottate.

Termini correlati

Valutazione dei rischi · Misure di prevenzione · Differenza tra rischio e pericolo · DVR.

Domande frequenti

Il rischio residuo va scritto nel DVR?

Sì: la valutazione deve dare conto delle misure adottate e di come viene gestito il rischio che rimane.

Il rischio residuo giustifica i DPI?

Esatto: i DPI intervengono proprio sul rischio che le misure collettive e organizzative non eliminano.

Si può accettare qualsiasi rischio residuo?

No: deve essere ridotto al minimo tecnicamente possibile e comunque compatibile con la tutela della salute.


Safety Training Center S.r.l. — ente di formazione accreditato su tutto il territorio nazionale. La formazione è una misura chiave di gestione del rischio residuo.