Rischio vibrazioni
Il rischio vibrazioni è l’esposizione professionale a vibrazioni meccaniche trasmesse al corpo, in due forme: al sistema mano-braccio (HAV, da utensili portatili) e al corpo intero (WBV, da mezzi e postazioni di guida). Il D.Lgs. 81/2008 (Titolo VIII, Capo III) fissa valori di azione e limite su 8 ore.
Riferimenti normativi: artt. 199-205 D.Lgs. 81/2008.
I valori chiave
Mano-braccio (HAV): valore d’azione 2,5 m/s², valore limite 5,0 m/s². Sorgenti tipiche: smerigliatrici, martelli demolitori, avvitatori, motoseghe. Corpo intero (WBV): valore d’azione 0,5 m/s², valore limite 1,0 m/s². Sorgenti tipiche: macchine movimento terra, carrelli elevatori, trattori, camion.
Effetti e prevenzione
HAV: disturbi vascolari (fenomeno di Raynaud, “dito bianco”), neurologici e osteoarticolari. WBV: patologie del rachide lombare. Prevenzione: attrezzature a bassa vibrazione e ben mantenute, sedili ammortizzati, impugnature antivibranti, rotazione dei compiti, sorveglianza sanitaria sopra i valori d’azione.
Termini correlati
Agenti fisici · Rischio rumore · Sorveglianza sanitaria · Movimentazione manuale dei carichi.
Domande frequenti
Quali sono i due tipi di vibrazioni?
Mano-braccio (utensili portatili) e corpo intero (mezzi e postazioni di guida), con valori distinti.
Quando scatta la sorveglianza sanitaria?
Al superamento dei valori d’azione (2,5 m/s² HAV; 0,5 m/s² WBV).
Come si riduce l’esposizione?
Attrezzature migliori e mantenute, accessori antivibranti, organizzazione dei tempi e rotazioni.
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